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Jersey–Cadice, 1834: navi, dogane e un carico di sale

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Una lettera commerciale di quasi due secoli fa racconta un mondo di capitani, commercianti, viaggi oceanici e qualche problema con la dogana. A dimostrazione che certe complicazioni non le abbiamo inventate noi.

Il 5 agosto 1834, dall'isola di Jersey, nel Canale della Manica, un commerciante di nome George Balleine prende carta e penna e scrive a Joseph Bensusan, a Cadice (Cadiz), in Spagna.

Il tono è formalmente impeccabile, come si conviene alla corrispondenza dell'epoca. Il contenuto, decisamente meno tranquillo.

Una nave ha avuto problemi con la dogana, un capitano deve essere aiutato a uscire dai guai, un carico di sale presenta un ammanco e quello destinato alla spedizione successiva rischia addirittura di essere della qualità sbagliata.

Insomma, una giornata lavorativa da dimenticare.

E tutto questo senza neppure la possibilità di lamentarsene per telefono.

Da Jersey alle coste del Canada

La lettera, conservata nella mia collezione di documenti storici, è una testimonianza dei traffici commerciali che nella prima metà dell'Ottocento collegavano Jersey, i porti spagnoli e la regione canadese della Gaspésie, penisola situata nel sud-est del Quebec.

Proprio qui operavano importanti compagnie mercantili originarie di Jersey, tra cui quella della famiglia Robin, specializzate nel commercio del merluzzo essiccato.

Le navi attraversavano l'Atlantico trasportando merci, attrezzature e rifornimenti, mentre il pesce lavorato veniva esportato verso i mercati europei.

Un sistema commerciale internazionale sorprendentemente articolato, fatto di agenti, intermediari, armatori e comandanti. E naturalmente di lettere, l'unico modo per coordinare affari distribuiti su migliaia di chilometri.

Quel sospetto di contrabbando

La prima questione affrontata da Balleine riguarda una nave il cui nome sembra essere Wave Queen, anche se la lettura completa non è ancora certa.

L'imbarcazione è finita in difficoltà a Cadice per alcuni colli trasportati a bordo.

Il mittente chiede a Bensusan di intervenire presso le autorità e di aiutare il capitano, assicurando che non vi fosse alcuna intenzione di violare la legge.

Le merci, spiega, appartengono in parte a un agente commerciale residente a Newport, nella regione di Gaspé, e in parte al signor Robin di Jersey. Comprendono vestiti, effetti personali e immagini, destinati a essere trasbordati e successivamente inviati a Napoli.

Nessun contrabbando, dunque. Almeno secondo il mittente.

Naturalmente, quasi due secoli dopo, non abbiamo elementi sufficienti per stabilire come si sia conclusa la vicenda. Ma l'insistenza con cui Balleine difende la buona fede del capitano lascia immaginare una situazione tutt'altro che piacevole.

Il sale? Sì, ma della grana giusta

Superato il capitolo doganale, la lettera affronta un problema ancora più concreto: il sale.

Balleine lamenta che la nave John abbia registrato un consistente ammanco nel carico a Malaga e teme che un'altra spedizione possa riservare la stessa sorpresa.

Ma la sua principale preoccupazione non è soltanto la quantità.

È la granulometria.

Il sale deve essere rigorosamente a grana fine, perché destinato alla lavorazione del merluzzo nella regione di Gaspé. Quello a grana grossa, sostiene, sarebbe inutilizzabile e dovrebbe essere rispedito, provocando ulteriori perdite economiche.

Un dettaglio che oggi potrebbe sembrare trascurabile, ma che all'epoca aveva un'importanza fondamentale per le attività commerciali alle quali era destinato.

Evidentemente, anche nel 1834, ordinare un prodotto con caratteristiche ben precise e riceverne uno diverso era un'esperienza capace di mettere a dura prova la pazienza del cliente.

La lettera si conclude infatti con ulteriori rimostranze sull'aumento dei prezzi e sulla perdita economica prevista, apparentemente indicata in uno scellino e dieci pence per tonnellata.

La lettera tradotta in italiano

Riporto di seguito la traduzione integrale del testo, mantenendo il significato originale e segnalando tra parentesi quadre i passaggi ancora incerti.

Jersey, 5 agosto 1834

Al signor Joseph Bensusan, Cadice

Egregio Signore,

Ho ricevuto la Vostra lettera del 26 del mese scorso, mentre quella del 22 non mi è mai pervenuta.

Mi dispiace apprendere delle difficoltà nelle quali si è venuta a trovare la [Wave?] Queen e Vi sarei grato se voleste presentare la questione nella sua giusta luce e aiutare il capitano [nome incerto] a uscire da questa situazione. È certo che egli non aveva alcuna cattiva intenzione nell'agire come ha fatto.

Il contenuto dei colli è destinato in parte all'agente dei noleggiatori, il signor [Hamon?], residente a Newport, nella regione di Gaspé, mentre il resto appartiene al signor Robin di quest'isola, che li aveva inviati a Gaspé affinché fossero trasbordati su una delle sue navi dirette successivamente a Napoli.

Il signor Robin non aveva minimamente immaginato che potessero sorgere difficoltà a Cadice, altrimenti avrebbe trattenuto la merce.

È inoltre evidente che non vi fosse alcuna intenzione di contrabbando, trattandosi di vestiti, capi di abbigliamento, immagini e altri oggetti destinati all'uso personale.

Il signor Robin sta scrivendo al signor Shaw affinché si metta in contatto con Voi e collabori per compiere tutto quanto necessario.

Confido che riuscirete a risolvere la questione e Vi sarei grato se poteste comunicarmi al più presto quali provvedimenti siano stati adottati.

Spero che le imbarcazioni [riferimento incerto a Russell] siano ormai partite, poiché è giunto il momento che proseguano senza ulteriori indugi.

Mi dispiace apprendere che la John abbia registrato un ammanco di [quantità incerta] tonnellate a Malaga. Temo che lo stesso possa accadere con l'altra spedizione [riferimento a Kingston?].

Se così fosse, si tratterebbe di un ammanco considerevole, e confido che le cose vadano diversamente.

Mi dite che spedirete, con la Queen e [riferimento a Russell], una quantità di sale sufficiente a raggiungere il peso previsto.

Tuttavia, spero che abbiate avuto cura di non imbarcare sale a grana grossa, poiché esso non sarebbe adatto alla pesca del merluzzo, che è l'unico scopo per cui viene richiesto. Sarebbe completamente inutilizzabile.

Confido che non abbiate deciso di inviare un sale di granulometria diversa da quella più fine senza prima consultarmi.

Una simile eventualità sarebbe persino peggiore di un ammanco nella quantità, poiché il sale dovrebbe essere nuovamente spedito da Gaspé, con conseguenti perdite e gravi inconvenienti.

Vi prego di chiarirmi questo punto con la prima risposta, poiché la questione mi preoccupa.

Per quanto riguarda il pagamento, Vi prego di effettuare come di consueto le operazioni a carico del signor [C. Hemery?].

Devo tuttavia rilevare con disappunto un aumento del prezzo, poiché avevo già indicato per il signor Russell un prezzo di [importo poco leggibile], che avevo ogni ragione di credere avreste potuto garantire.

La questione mi lascia alquanto perplesso e comporterà per me una perdita di [1/10?] per tonnellata.

Se, sfortunatamente, aveste spedito un sale di grana più grossa rispetto a quello precedente, esso verrebbe senza dubbio immagazzinato a mie spese.

Confido sinceramente che non abbiate modificato la qualità del sale, poiché quello a grana più fine è l'unico utilizzato a Gaspé.

Egregio Signore,

Con i miei più cordiali saluti,

Geo. Balleine

Segue una breve annotazione relativa a una precedente lettera del 25 giugno e, probabilmente, a una comunicazione del 27 del mese scorso.

Un piccolo foglio, un grande viaggio

Quello che mi affascina di questa lettera non è soltanto la sua età, ma la quantità di storia che riesce a conservare.

In poche righe si incontrano Jersey, Cadice, Malaga, Napoli e le coste del Canada. Si parla di dogane, commercio internazionale, trasporti marittimi, qualità delle merci e rapporti fra operatori economici.

Tutti argomenti che, con qualche aggiornamento tecnologico, potrebbero tranquillamente comparire in uno scambio di email dei nostri giorni.

Cambiano le navi, cambiano le rotte e cambiano gli strumenti di comunicazione.

Ma la preoccupazione che il fornitore abbia spedito la merce sbagliata, a quanto pare, attraversa i secoli senza perdere un grammo della propria attualità.

E questa volta, almeno, la lamentela è stata scritta con una calligrafia davvero notevole.

Fonti e approfondimenti

  1. Documento originale: lettera commerciale manoscritta del 5 agosto 1834, da Jersey a Cadice — collezione personale.
  2. Rosemary E. Ommer, From Outpost to Outport: A Structural Analysis of the Jersey–Gaspé Cod Fishery, 1767–1886, McGill-Queen's University Press, 1991.
  3. Jersey Heritage, Jersey Shipping Register, 15 dicembre 1830 – 16 giugno 1836, riferimento archivistico D/Q/A1/4.
  4. Diario de Cádiz, Del Peñón a los mares del mundo, 16 agosto 2025 — approfondimento storico sulle attività commerciali della famiglia Bensusan.

Trascrizione originale in inglese

dettaglio lettera commerciale jersey cadice 1834

La trascrizione riproduce il testo manoscritto del 1834. Sono state mantenute alcune abbreviazioni originali, mentre le parole di lettura incerta sono indicate tra parentesi quadre. Si tratta di una trascrizione paleografica di lavoro, non di un'edizione diplomatica definitiva.

Joseph Bensusan Esq. — Cadiz

Jersey, 5th Augt 1834

Dear Sir,

I am favd with yours of 26th Ult., but yours of the 22nd never reached me. I am sorry to notice the trouble in which the [Wave?] Queen has got into & will thank you to represent the thing in its true light & to help Capt. [Bertau?] out of trouble, it is certain he meant no harm in acting as he did.

The Contents of the Packages are part for the Agent of Charterers Mr [Ph. Hamon?] residing at Newport in Gaspe & the residue belongs to Mr Robin of this Island, who sent them over to Gaspe to be transshipped in one of his vessels from thence to Naples.

Mr Robin never suspected the least difficulty could arise at Cadiz, or he would have withheld them, it is besides evident that no smuggling was intended, the articles being Clothing, Wearing Apparel, Pictures & for own use.

Mr Robin writes to Mr Shaw to see you & to cooperate with you in doing the needful, which I trust you will succeed in & will thank you to mention what has been done as soon as possible.

I hope the [vessels?] & Russell are away by this time as it is time for them to proceed instantly.

I am sorry to hear that the John has turned out [10?]½ Tons short at Malaga, no doubt the one [Kingston?] will do the same, if so, it is too great a deficit & I trust it may prove otherwise.

You say you will ship per Queen & [Mr?] Russell such Salt as will give the weight; but you will have taken care not to have shipped a Coarse grain, of course, as it would not do for the Cod fishery, for which alone it is wanted — it would be useless.

You will not have deviated in sending a different grain than the finest without consulting me, this would be worse than a deficit for it would have to be reshipped from Gaspe & would be a loss & disappointment.

Please to explain this point by return as I am uneasy on this head.

You will please value on Mr C. [Hemery?] as usual for all. I regret to observe a rise as I had given out [5/?] to be the price for Mr Russell which I had all reason to think you would provide at that figure, on receipt of [C. Pauly?].

This puzzles me altogether & will make me lose [1/10?] per Ton.

If unfortunately you had shipped a coarser grain than before, it would most undoubtedly be stored for my account.

I sincerely trust you have not deviated in the grain, the finest grain being the only [kind] used at Gaspe's [passaggio incerto].

Dear Sir,

Yours Truly,

Geo. Balleine

[Annotazione manoscritta finale, parzialmente leggibile, con riferimenti al 25 giugno e al 27 del mese precedente.]

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